2019 // Ninja Tune

Crush

Floating Points

La cosa più interessante di questo nuovo lavoro di Floating Points è la sua eterogeneità. Dentro ci sono pezzi ballabili a metà tra la dance più astratta e la techno (Last Bloom e LesAlpx), mai banali, con soluzioni musicali interessantissime e sintetizzatori fuori di testa. Ci sono pezzi più sghembi, come Ananasick Modular e Bias, forse il pezzo più interessante del disco, canzoni più sperimentali e altre più intime (la fluttuante ed emozionante Sea-Watch). Sam Shepherd ha prodotto questo Crush in sole cinque settimane e, a farci caso, si sente: ha un suono un po’ imperfetto, i brani non sono del tutto limati. Ma, lungi dall’essere un difetto, questa spontaneità è il più grande pregio dell’album. Un disco creativo e davvero molto ispirato, che non annoia mai e mi ha conquistato immediatamente. Da riascoltare mille volte per apprezzarne tutte le sfaccettature.